lunedì 6 gennaio 2014

L’insegnamento del Giappone: la sicurezza prima di tutto

La gestione aziendale della sicurezza e della salute è, nel nostro paese, improntata sopratutto su meccanismi coercitivi e sanzionatori, sebbene negli ultimi anni siano stati fatti notevoli passi in avanti sul piano degli obblighi di formazione. L'organizzazione della prevenzione e della protezione dai rischi è tuttavia ancora considerata dalla maggioranza delle aziende come un semplice costo, un "corpo estraneo" rispetto alla tradizionale organizzazione aziendale. 
Un numero crescente, anche se ancora limitato, di aziende sta optando per percorsi di integrazione tra la gestione della sicurezza, della qualità e dell'ambiente, mentre ancora sporadiche sono le esperienze di partecipazione continuativa e diffusa alla gestione della sicurezza - pratica invece diffusa nei paesi del nord Europa e in Giappone. 
L'esperienza del Giappone rappresenta, nell’ambito delle politiche della sicurezza, un esempio rilevante e peculiare. C’è uno slogan molto diffuso nella aziende giapponesi, in particolare nei luoghi di lavoro dove vengono svolte attività manuali: “la sicurezza prima di tutto”. Non si tratta soltanto di uno slogan che compare su cartelloni esposti all'interno delle aziende giapponesi, ma costituisce bensì un caposaldo delle politiche manageriali più diffuse - e di maggiore successo - nel paese. I risultati sono positivi in modo particolare nelle grandi aziende, nei cui stabilimenti è raro sentire parlare di incidenti mortali. 
La situazione è diversificata in base alla tipologia produttiva e alle dimensioni dell’azienda, tuttavia un dato comune e diffuso è quello relativo alla frequente integrazione della gestione della sicurezza - in particolare della valutazione dei rischi - con quella della qualità, a cui spesso si aggiunge la gestione dell'ambiente. Nello specifico, si seguono le direttive ISO 9001, ISO 14001, ISO 27001 e le normative OHSAS 18001, oltre alla specifica normativa giapponese per la sicurezza sul lavoro che sottolinea fortemente l’importanza della Direzione Aziendale nello spingere l’organizzazione a promuovere la sicurezza, assegnando un ruolo decisivo all’azione consapevole di guida del management, in un quadro di equilibrio tra normative, manuali e competenze individuali. 
Il principio secondo il quale la gestione della sicurezza non deve essere separata dalla gestione della qualità e dall’ambiente, si traduce sul piano operativo in una gestione della prevenzione degli errori a partire dall’analisi delle cause, che coinvolgono l’ambiente, la qualità, e la sicurezza. 
Un ulteriore aspetto rilevante della gestione aziendale della sicurezza in Giappone è relativo al carattere fortemente continuativo e partecipativo del coinvolgimento dei lavoratori, attraverso numerosi momenti di confronto e di verifica, i quali hanno differenti periodicità, fino ad arrivare ad attività che devono essere svolte quotidianamente. 
Sono differenti le attività svolte quotidianamente all’interno delle aziende in tema di sicurezza; tra queste occorre ricordare le seguenti: 
  • Chōrei Meeting, incontri d’inizio giornata/turno per integrare e definire le attività del giorno. 
  • RKY Meeting (Risk Kiken Yoboo), assessment dei rischi che si incontreranno nella giornata per portare a termine le attività programmate, con indicazione delle contromisure atte a ridurre il grado di rischio. 
Hanno una notevole diffusione anche i “Safety Patrol” (ispezioni di sicurezza), ai quali in determinate situazioni partecipano anche i rappresentanti sindacali, per individuare e prevenire i possibili rischi. Le ispezioni sono effettuate a vari livelli, incluso il più alto (Plant Safety Commission), e cinque/sei volte l’anno vedono i Direttori di stabilimento impegnati con i loro diretti collaboratori in tali visite ispettive. 
Un’altra forma di ispezione è il “Basic Rule Patrol”, finalizzata al controllo dell’osservanza delle regole fondamentali in tema di sicurezza: questa ispezione viene compiuta solitamente una volta al mese, e dura circa due ore. Vengono effettuate anche ispezioni per i carichi sospesi, per gli incendi ed esplosioni, e altre mansioni ritenute pericolose. La maggior parte delle ispezioni sono mensili, fatte da gruppi di circa cinque persone con a capo il Capo Sezione e i Capi Turno. 
Notevoli sono anche gli investimenti aziendali in materia di formazione alla sicurezza. Di norma il numero delle ore dedicate alla formazione per addetto non varia molto, sia che si tratti di operai che di impiegati, così come il contenuto dei testi utilizzati, ma alcuni argomenti, come l’abbigliamento da tenere in officina, o le 5S da realizzare in ufficio o in officina, sono differenziati in base alla tipologia di lavoratori. 
Concludendo, si può affermare che al centro della metodologia nipponica della prevenzione è collocato il concetto chiave di “non ripetizione degli errori”, un criterio fondamentale nella lotta agli incidenti, il quale scaturisce da una forte condivisione, partecipazione e responsabilizzazione di tutte le componenti aziendali.

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