venerdì 27 giugno 2014

Congresso dei consulenti del lavoro: cambiare il Titolo V per riformare il mercato del lavoro

Superare la frammentazione nella gestione del mercato del lavoro per recuperare l'efficacia degli interventi e contribuire alla ripresa economica: è questo l'input emerso dall'ottavo congresso dei consulenti del lavoro che si è tenuto nei giorni scorsi a Fiuggi. In particolare, il documento congressuale sottolinea come la presenza pubblica nel mercato del lavoro sia caratterizzata dalla presenza di venti differenti sistemi regionali (i quali, a loro volta delegano gran parte delle competenze alle 110 province) a cui sono attribuite il 96% delle risorse, e come questa gestione sia incapace di garantire livelli soddisfacenti di ricollocazione dei disoccupati. La soluzione, secondo i consulenti del lavoro, è quella di ripristinare una gestione unitaria dei servizi per il lavoro a livello nazionale, iniziando dalle comunicazioni obbligatorie che dovrebbero essere convogliare in un'unico nodo nazionale. 
Ma le proposte di modifica dei servizi pubblici per l'impiego non si fermano qui: i consulenti del lavoro chiedono che i servizi a cui è affidata la promozione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro siano remunerati dallo Stato in base al risultato conseguito, e sottolineano l'esigenza di coniugare gli interventi di formazione e quelli finalizzati al reinserimento professionale attraverso il principio della condizionalità, ossia che i sussidi di disoccupazione siano vincolati all'impegno alla partecipazione a percorsi di reimpiego. Tutte le tematiche indicate dal Congresso del consulenti del lavoro - oltre a scaturire da esigenze oggettive - sono presenti nella Legge Delega per la riforma del mercato del lavoro del Governo Renzi: non resta che attendere di leggere e capire quali saranno le soluzioni adottate, sapendo che senza la revisione del Titolo V della Costituzione e il conseguente superamento dell'attuale frammentazione della gestione del mercato del lavoro, qualsiasi riforma sarà destinata ad un probabile fallimento.


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