giovedì 10 luglio 2014

L'avvio preoccupante di Garanzia Giovani

Dopo due mesi dall’avvio del Piano “Garanzia Giovani”, le statistiche riportano un quadro che disegna un inizio stentato, che si può considerare anche allarmante a causa delle lentezza con cui le istituzioni – in primis le regioni – continuano a muoversi. Alla data del 26 giugno 2014 si sono registrati a Garanzia Giovani in 98.186: 60.667 lo hanno fatto attraverso il sito nazionale www.garanziagiovani.gov.it, e 37.519 attraverso i portali regionali. La Campania (con una percentuale sul totale del 19%), la Sicilia e il Lazio sono le regioni con il numero maggiore di richiedenti, ma a fronte delle quasi centomila richieste presenti sul piano nazionale, le vacancies superano di poco quota tremila, e i giovani iscritti che sono stati contattati sono appena il 9%. La situazione nelle diverse regioni è estremamente diversificata, tuttavia è evidente come Garanzia Giovani rischi di essere l’ennesima occasione persa dal nostro paese, da un lato a causa della macchinosità e frammentarietà con cui le decisioni relative al mercato del lavoro vengono prese ed attuate – a causa della concorrenza di competenze tra regioni e Stato prevista dal Titolo V – dall’altro a causa della mancanza di una programmazione adeguata degli interventi che consenta di coinvolgere tutti gli attori in campo – scuole, università, parti sociali, operatori pubblici e privati. Tale funzione di playmaker del mercato del lavoro, che dovrebbe essere esercitata – ai diversi livelli istituzionali – dai soggetti pubblici, è in realtà assente, e i servizi per l’impiego sono in difficoltà anche nello svolgere quelle funzioni richieste dal Piano Garanzia Giovani – una adeguata valutazione delle competenze, il supporto alla ricerca di opportunità di lavoro o formazione, il patto di servizio – che in realtà dovrebbero già essere fare parte della loro mission.

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