mercoledì 1 ottobre 2014

Perché la legge delega di riforma del mercato del lavoro va nella giusta direzione

Nonostante il dibattito si sia concentrato sulla modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori previsto nel contesto della proposta di contratto a tutele crescenti confronto che ha assunto sopratutto contorni ideologici e di polemica politica - la legge delega necessiterebbe di un'analisi più attenta da parte dei mondo politico e delle parti sociali. Il testo licenziato dall'undicesima commissione del Senato contiene infatti gran parte degli elementi di modernizzazione del mercato del lavoro necessari al nostro paese, e in particolare propone:

- la razionalizzazione ed estensione degli ammortizzatori sociali, attraverso le proposte finalizzate all'eliminazione delle enormi disparità di trattamento esistenti, l'abolizione degli strumenti aventi finalità esclusivamente assistenziali (a iniziare dalla CIGS) e la garanzia di un adeguato sussidio di disoccupazione a tutte le tipologie di lavoratori;
- la riorganizzazione dei servizi pubblici per l'impiego, anche attraverso una maggiore collaborazione ed integrazione pubblico/privato e il rafforzamento delle politiche attive del lavoro;
- un radicale intervento di ridefinizione del sistema dei contratti di lavoro, superando le tipologie contrattuali che hanno determinato situazioni di precarietà "cronica", a favore di una flessibilità in entrata e in uscita maggiormente bilanciata;
- interventi in materia di maternità e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, al fine di garantire a tutte le lavoratrici - e non soltanto a quelle dipendenti a tempo indeterminato - un sostegno economico in caso di maternità e adeguati percorsi di reinserimento nel mercato del lavoro.

L'articolato normativo presenta senza dubbio limiti e insufficienze (a iniziare dal contratto a tutele crescenti), e la qualità ed incisività delle proposte dipenderanno dalla capacità del governo di esercitare in modo adeguato la delega. Tuttavia il percorso tracciato appare quello giusto, e va a innovare il mercato del lavoro nella direzione di una maggiore equità e di un migliore funzionamento dello stesso.

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