venerdì 25 novembre 2016

L'insegnamento che arriva dalle elezioni presidenziali americane

Donald Trump sarà il 45° presidente degli Stati Uniti d'America. Questa è la scelta che hanno fatto gli elettori, al termine di una competizione elettorale senza esclusione di colpi, che ha visto prevalere, per la prima volta nella storia degli USA, un personaggio "estraneo" alle dinamiche del sistema politico, non pienamente accettato nemmeno dalla forza politica che lo ha candidato, il Partito Repubblicano. Aldilà delle opinioni sul personaggio Trump e delle valutazioni di carattere politico, argomenti che non vengono trattati in questo blog, il risultato delle urne deve essere analizzato anche a partire da una prospettiva sociale, ossia cercando di comprendere quali sono gli elementi di "trasformazione sociale" che hanno contribuito a determinare  tale esito. Sia chiaro, il risultato elettorale è figlio di una molteplicità di fattori, non solo di natura socio-economica, ma anche ideologico-politica: entrambe le tipologie possono poi avere un carattere di stabilità nella storia recente americana, oppure essere emersi (o comunque avere manifestato i loro esiti) recentemente. Tuttavia, sull'esito elettorale hanno indubbiamente avuto un peso determinante l'evoluzione della crisi economica e il perdurare degli effetti negativi della globalizzazione sul tessuto industriale: nonostante la grande dinamicità della società americana, dimostrata dallo straordinario sviluppo dei cluster dell'ICT e dalla ripresa della crescita del prodotto nazionale, vi sono degli elementi di ritardo e di ineguaglianza che oramai stanno diventando strutturali. Lo sviluppo dei nuovi settori è limitato ad aree geografiche ben delimitate (cd. sviluppo a macchia di leopardo), mentre le regioni legate a settori produttivi più tradizionali stentano a ripartire, e contemporaneamente i livelli di reddito tendono a essere compressi. 
I cittadini americani sentono venire meno quello che  è un principio fondante della loro società, forse quello che considerano il principale elemento di equità sociale: l'accesso alle opportunità, la possibilità cioè - attraverso il lavoro e il business - di scalare la scala sociale. Nel contempo, sono venuti meno i riferimenti politici da cui una parte del ceto medio e delle classi popolari si sentivano rappresentati: in tale contesto gli elettori con una cultura politica più fragile cercano nuovi riferimenti, anche lontani da quelli da cui si sono sentiti rappresentati per lungo tempo.
Solo pochi anni fa i due terzi della popolazione americana si dichiarava solidale con le proteste di Occupy Wall Street ed eleggeva un presidente nero e progressista, mentre oggi sceglie una soluzione politicamente opposta.
La società americana è cambiata cosi profondamente?
No, sono venuti al pettine i nodi di un modello economico che non riesce più a garantire un benessere sociale diffuso e prospettive per il futuro. Difronte a tale situazione, anche la società americana inizia ad avere paura.

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