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Mercato del Lavoro: verso la riforma mancata

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Un Decreto Legge che modifica (in modo discutibile) le norme riguardanti l'apprendistato e il contratto a termine, e una Legge Delega - i cui contenuti non sono stati ancora formalizzati: queste sono, per ora, gli interventi decisi dal Governo Renzi in materia di mercato del lavoro. Le scelte riguardanti l'apprendistato e il contratto a termine, probabilmente scaturite dalla volontà di "semplificare" l'utilizzo di queste forme di rapporto di lavoro, rischiano di snaturare le finalità stesse di tali tipologie contrattuali. Nel caso del contratto a termine viene superato il principio della causalità (lasciando al datore di lavoro la possibilità di non specificare le motivazioni che lo portano a fissare un termine al rapporto) e si da massima flessibilità alle proroghe nei 36 mesi (fino a 8, mentre in precedenza era possibile una sola proroga). Per quanto riguarda l'apprendistato, è stato superato il divieto di assumere nuovi apprendisti se non si rispetta l...

La vigilia del Jobs Act: sarà una vera riforma del lavoro?

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Siamo infine giunti alla tanto attesa giornata che chiarirà quanto reali ed efficaci saranno le misure presunte "innovative" del Jobs Act, ossia con quali modalità, risorse e tempi i buoni propositi contenuti nella bozza presentata qualche mese da Matteo Renzi si tradurranno in testi normativi coerenti. L'intervento riguarderà esclusivamente misure di politica economica finalizzate ad incentivare la creazione di nuovi posto di lavoro. oppure ci sarà davvero la capacità di ridisegnare l'organizzazione del mercato del lavoro, gli strumenti di politica attiva e l'intero ambito degli ammortizzatori sociali secondo una logica sistemica, oppure sarà ancora una volta una riforma abbozzata, parziale, com'è accaduto negli ultimi anni (vedasi riforma Fornero)? Gli ultimi interventi volti a ridisegnare in modo incisivo il funzionamento del mercato del lavoro risalgono ad oltre un decennio orsono (Riforma Treu e Riforma Biagi), sebbene di...

Sul caso Electrolux

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Sono quattro gli stabilimenti italiani della Electrolux, localizzati in Friuli, Veneto e Lombardia, al centro in queste ultimi giorni del dibattito politico ed economico, con frequenti accenti polemici tra ministri competenti, presidenti di regione e parti sociali. Le ipotesi in discussione sono differenti, dalla chiusura di uno dei quattro siti produttivi (Porcia, in provincia di Pordenone, con 1200 dipendenti e circa 2000 di indotto), alla gestione di esuberi in tutti gli stabilimenti, fino alla minaccia del blocco degli investimenti da parte del gruppo svedese proprietario delle fabbriche. Nelle ultime ore ha preso forza la possibilità di una sospensione della contrattazione di secondo livello e di un taglio dell’80% del premio aziendale, unitamente alla riduzione dell’orario di lavoro a 6 ore: tale ipotesi – proposta dall’azienda – è finalizzata alla riduzione dell’attuale costo orario di 24 euro di 3/5 euro. Il compimento di tale ipotesi costituirebbe un fatto senza pr...

La proposta di Agenzia Federale Unica nel Jobs Act di Renzi

Le idee di Matteo Renzi sul mercato del lavoro, contenute nel “Jobs Act”, indicano obiettivi di innovazione, di semplificazione amministrativa e di politica economica largamente condivisi, rimandando però la formulazione degli strumenti e dei percorsi necessari per il raggiungimento degli stessi ad una fase successiva. Una delle principali proposte indica la necessità di creazione di un’Agenzia Unica Federale: è una soluzione la quale - da un lato - richiede interventi normativi complessi, dall’altro avrebbe quale effetto un “cambio di paradigma” nel funzionamento delle strutture organizzative dei servizi pubblici per l’impiego (SPI). L’Agenzia Unica Federale potrebbe essere una soluzione utile per riportare a sistema la molteplicità dei sistemi regionali per l’impiego, purché fosse in grado di raggiungere i seguenti obiettivi: integrare i SPI e le agenzie pubbliche che si occupano di mercato del lavoro, in una struttura privatistica articolata federalmente, che sia in grado di s...

L’insegnamento del Giappone: la sicurezza prima di tutto

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La gestione aziendale della sicurezza e della salute è, nel nostro paese, improntata sopratutto su meccanismi coercitivi e sanzionatori, sebbene negli ultimi anni siano stati fatti notevoli passi in avanti sul piano degli obblighi di formazione. L'organizzazione della prevenzione e della protezione dai rischi è tuttavia ancora considerata dalla maggioranza delle aziende come un semplice costo, un "corpo estraneo" rispetto alla tradizionale organizzazione aziendale.  Un numero crescente, anche se ancora limitato, di aziende sta optando per percorsi di integrazione tra la gestione della sicurezza, della qualità e dell'ambiente, mentre ancora sporadiche sono le esperienze di partecipazione continuativa e diffusa alla gestione della sicurezza - pratica invece diffusa nei paesi del nord Europa e in Giappone.  L'esperienza del Giappone rappresenta, nell’ambito delle politiche della sicurezza, un esempio rilevante e peculiare. C’è uno slogan molto diffuso nella a...