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Reddito di cittadinanza, una scelta che esprime una visione di società

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Reddito di cittadinanza si, reddito di cittadinanza no. La proposta del M5S ha tenuto banco durante tutto il periodo pre elettorale - sebbene le opportunità di un confronto pubblico che consentisse di analizzarne compiutamente contenuti e implicazioni siano state pressoché assenti - e continua ad essere oggetto di un acceso dibattito. La proposta di legge presentata al Senato dai 5 stelle nella scorsa legislatura (Disegno di Legge n. 1148) ė in realtà finalizzata all’introduzione nel nostro ordinamento di uno strumento di garanzia del raggiungimento di un reddito che consenta a tutti i nuclei famigliari di superare la “soglia di povertà”, attraverso l’integrazione del reddito esistente o l’erogazione di un reddito tout court. La norma proposta prevede una serie di obblighi per i percettori del sussidio, innanzitutto in termini di azioni finalizzate al reinserimento lavorativo, e la perdita del sussidio stesso (o una sua riduzione) nel momento in cui il nucleo famigliare supera la so...

Sussidio di disoccupazione per i lavoratori che danno le dimissioni?

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Nel contesto del mercato del lavoro "novecentesco", il sussidio di disoccupazione ha rappresentato uno strumento finalizzato a sostenere - per un periodo limitato necessario al reinserimento lavorativo - il lavoratore che, contro la sua volontà, rimaneva privo di occupazione. I tre elementi - arco temporale limitato, finalità di immediato rientro nel mercato del lavoro e accesso esclusivamente per i lavoratori che perdono il posto di lavoro - si sono ripetuti, e di ripetono tuttora, in modo similare nei diversi paesi industrializzati, con differenziazioni che riguardano più che altro la durata del periodo coperto dall'indennità . Le profonde trasformazioni che hanno attraversato le articolazioni del sistema economico negli ultimi decenni , con una rapida accelerazione negli ultimi anni, ci pongono dinanzi a scenari complessi, caratterizzati da radicali cambiamenti del mercato del lavoro , delle professioni e delle competenze necessarie al mondo produttivo. La vita l...

Lavoro distaccato, le nuove regole UE

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Lunedì 23 ottobre i ministri del lavoro dell’Unione Europea, riuniti a Lussemburgo, hanno trovato un accordo – il quale dovrà ora essere ratificato dal Parlamento Europeo – per modificare la regolamentazione del distacco dei lavoratori in un paese membro . La direttiva attualmente in vigore, approvata nel 1996, prevede che una società possa inviare in un altro Stato dell’Unione un proprio lavoratore, versando i contributi nel paese d’origine: si tratta del cosiddetto " principio di personalità ”, in base al quale il datore di lavoro continua a pagare i contributi nel paese di origine fino a un periodo massimo di 24 mesi, pur dovendo applicare le retribuzioni del paese di destinazione. Tale meccanismo ha determinato – in seguito al progressivo allargamento dell’UE ai paesi dell’est europeo, caratterizzati da costi previdenziali e salariali più bassi rispetto ai paesi di lunga appartenenza comunitaria – una condizione di dumping sociale , in particolare nei settori dell’edilizi...

Lavoro 4.0, occorre partire dall'analisi dalla realtà

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Lanciato nei mesi scorsi, sembra che il Piano nazionale Industria 4.0 stia iniziando a dare i suoi primi frutti, attraverso la crescita degli investimenti in macchinari e nuove tecnologie, favoriti proprio dagli incentivi fiscali previsti dal suddetto piano. Il nostro paese, sulla scia degli interventi attuati da USA, Francia e Germania, sembra non voler arrivare impreparato alla sfida della così detta “ quarta rivoluzione industriale ”, che nei prossimi anni cambierà profondamente le tecnologie produttive nell’industria, causando conseguentemente una mutazione profonda delle dinamiche organizzative all’interno delle aziende e degli equilibri del mercato del lavoro. Come accaduto in passato con le precedenti rivoluzioni industriali, si sottolinea da più parti come l’introduzione di tecnologie più efficienti ridurrà i volumi occupazionali nell’industria, causando probabilmente una crescita della disoccupazione.  I dibattiti su questo argomento sono all’ordine del giorno, con u...

Servizio civile obbligatorio o esercito del lavoro?

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Una delle principali criticità che riguardano il mercato del lavoro nel nostro paese è quella relativa alla persistente e vasta disoccupazione giovanile : si tratta di una problematica che ha anche complessi risvolti di carattere sociale, sia perché spesso i giovani disoccupati non sono impegnati nemmeno in attività di studio o formazione (i così detti “Neet”, ossia “ not (engaged) in education, employment or training ”) sia poiché l’età giovanile è cruciale nella vita di qualsiasi individuo per la determinazione del proprio percorso intellettuale, formativo e lavorativo. Le misure messe in campo per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro sono molteplici, sia dal punto di vista delle specificità contrattuali (a iniziare dall’apprendistato) che dei meccanismi di transizione tra scuola e lavoro, fino ad arrivare a degli incentivi di carattere contributivo e/o fiscale e a specifici programmi , come il piano “Garanzia giovani” promosso dall’Unione Europea. Gli interventi...